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Giovanna Motta et al. (a cura di)
Il "Sistema" Mediterraneo: radici storiche e culturali, specificità nazionali

CNR, Roma, 2002
ISBN 88-80-028-0
pp. 302, € 30,99
 
Ai fini di un'analisi tesa alla verifica dei fenomeni attuali, il Mediterraneo costituisce sicuramente un'area privilegiata, un laboratorio che per un verso consente esperimenti per altro impone delle soluzioni. L'ingente spostamento di uomini dalle periferie al centro industrializzato, di fatto, sta creando una società multietnica e multiculturale in cui frequentemente esplodono fenomeni di contrap-posizione anche drammatica che innescano episodi di intolleranza razziale; i rischi sono molto elevati e possono essere prevenuti solo per mezzo di un attento lavoro che riesca a far passare nella società uno schema culturale in grado di far capire come una migliore tradizione culturale e civile poggi i suoi presupposti etici e intellettuali sull'accetta-zione dell'altro diverso da sé e dunque sulla tolleranza.
Un obiettivo congiunto della politica e della didattica deve essere quello di favorire il processo di integrazione attraverso strutture, insegnamenti, mezzi che possano concorrere al processo di formazione delle nuove generazioni per una cultura dell'integrazione. Con il lavoro fin qui svolto proprio in questa ottica una rete di studiosi con una tradizione di impegno culturale e operativo, insieme a una serie di accordi fra singoli Paesi del Mediterraneo, ha offerto un contributo profes-sionale concreto con l'apporto di formulazioni e proposte valide per una società come quella italiana, che deve assorbire da una parte l'impatto delle massicce immigrazioni all'interno del proprio tessuto sociale ed economico e dall'altra favorire l'accoglienza e le forme di integrazione che consentano ai cittadini di metabolizzare la nuova esperienza dell'incontro con elementi provenienti da culture diverse.
La finalità è quella di riuscire a creare una società multietnica e multiculturale sana e corretta, determinata cioè nella sua moralità nella quale sempre più di rado debbano prodursi fenomeni di intolleranza e di disgregazione sociale.
Sono queste le linee seguite dal Progetto Strategico, che in conclusione ha inteso contribuire in maniera fattiva a una convivenza civile nella quale possa trovare spazio la composizione di opposti interessi - le logiche della politica e la propensione al guadagno delle economie - secondo un costante processo di mediazione che possa favorire la coesione di elementi culturali e umani differenti all'interno della medesima società anche per mezzo della conoscenza storica e antropo-logica, sicuro tramite di un dialogo costruttivo.
Il Comitato per le Scienze Storiche, Filologiche e Filosofiche (Comitato 08) del Consiglio Nazionale delle Ricerche ha voluto proporsi quale punto di riferimento per l'elaborazione e la raccolta di proposte, tecniche e operative, che tenessero conto della ricerca speculativa e di quella applicata, allo scopo di rendere più organici i legami scientifici pur vivi fra i ricercatori nei diversi Paesi mediterranei. Si è voluto anche creare una rete permanente di scambi di esperienze che, pur operando nel rispetto delle singole individualità scientifiche, culturali e nazionali, affrontasse i problemi comuni, arrivando a conoscerne le radici remote e recenti, per partecipare attivamente allo sviluppo di un'Europa aperta all'integrazione umana e razziale e disponibile alla conservazione e alla protezione dell'ambiente.
I risultati del progetto oggi sono a disposizione di quanti vorranno prenderne atto e utilizzarli. Tuttavia ancora un dato merita di essere sottolineato.
Per la prima volta nell'esperienza italiana un gran numero di studiosi dell'area umanistica - oltre quaranta Unità di ricerca che hanno mobilitato, tra italiani e stranieri oltre più di cinquecento studiosi appartenenti a settori e specializzazioni diverse - si è raccolto intorno a un tema unico dichiarando in anticipo i temi e gli obiettivi della ricerca nella pubblicazione distribuita a Napoli nel 1995. In una successiva pubblicazione del 1997 si è dato conto dei risultati in itinere e oggi finalmente si è arrivati a un bilancio che ci si augura possa essere di piena soddisfazione a fronte dell'investimento che il Consiglio Nazionale delle Ricerche, e dunque la comunità nazionale, ha fatto sul Progetto. Ai risultati del lavoro si deve aggiungere il compia-cimento di aver fatto emergere il considerevole patrimonio scientifico, umano e di alta specializ-zazione che la comunità scientifica italiana può a buon diritto vantare all'interno di quella europea.