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La
Repubblica turca si costituisce dopo la prima guerra mondiale
e la dissoluzione dell'Impero ottomano. Dopo il trattato
di Sèvres (1920) Kemal Atatürk (1880-1938) attua
un coerente programma di riforme interne per modernizzare
il Paese e una politica estera volta a stabilizzare i confini
e la sovranità nazionale della nuova Turchia. La
rottura con la tradizione islamica e ottomana consente di
realizzare il progetto di uno Stato laico e nazionale a
tutela del quale si ergono per molti anni i militari che
si considerano gli eredi diretti dei princìpi enunciati
dal "padre dei Turchi", dal "liberatore",
dal "vittorioso", come, con orgoglio, viene ancora
oggi chiamato Kemal. La diaspora del movimento politico
dei Giovani Turchi - Kemal si era dissociato ben prima della
fine dell'Impero - vede alcuni di questi entrare nel complesso
gioco internazionale che la Russia dei soviet sta conducendo
in Afghanistan, mentre la politica estera adottata dopo
il trattato di Losanna (1923) colloca la Turchia sulle posizioni
anglo-francesi e dunque poco incline alla politica del "revisionismo"
nei confronti delle deliberazioni della Conferenza della
pace di Versailles. Dopo la seconda guerra mondiale, con
la guerra fredda e la contrapposizione Est-Ovest, la Turchia
diviene elemento fondamentale nel sistema di sicurezza della
NATO sia nei confronti dell'Asia sovietica che nei confronti
dell'instabilità politica del Medio Oriente. Con
la fine del sistema bipolare si apre per il Paese una nuova
fase politica per l'ingresso nell'Unione Europea che provoca
però alcune tensioni interne collegate al cosiddetto
fondamentalismo islamico e impone alcune scelte, come la
soluzione del problema curdo e la tutela dei diritti umani.
La Turchia ha avviato tale ulteriore processo di modernizzazione
che investe anche il settore economico, e il suo ingresso
nell'UE è previsto per il 2010. |